Protagonista di una delle più lunghe guerre civili africane, l’Angola è oggi un Paese in cerca di riscatto, abitato da una popolazione in prevalenza cristiana desiderosa di garantire alle nuove generazioni un futuro di pace e prosperità.
Dal 1975 al 2002 l’Angola è stata sconvolta da una delle più lunghe guerre civili africane, iniziata subito dopo l’indipendenza dal Portogallo. Una guerra con caratteristiche peculiari, insieme conseguenza della decolonizzazione e inserita nel più ampio scenario internazionale della Guerra fredda.
Principalmente la guerra ha visto infatti fronteggiarsi la fazione al governo sostenuta dall’Unione Sovietica e da Cuba, il MPLA, a quella appoggiata soprattutto dagli Stati Uniti e dal Sudafrica, l’UNITA. Le enormi risorse di cui l’Angola è dotato hanno purtroppo contribuito alla durata del conflitto: se da un lato l’MPLA al governo poteva contare sui proventi della vendita del petrolio, dall’altra l’UNITA ha finanziato la guerra attraverso l’esportazione dei diamanti.
La fine della Guerra fredda non è bastata per raggiungere la conclusione dei combattimenti, proseguiti fino alla morte del leader dell’UNITA Savimbi, avvenuta nel 2002. Il bilancio finale è stato devastante: centinaia di migliaia di morti, milioni di sfollati, infrastrutture distrutte e un territorio disseminato di mine.
L’Africa è per il mondo intero una riserva di gioia e di speranza, che non esiterei a definire virtù “politiche”, perché i suoi giovani e i suoi poveri sognano ancora, sperano ancora, non si accontentano di ciò che già c’è, desiderano rialzarsi, prepararsi a grandi responsabilità, giocarsi in prima persona. Sono qui, tra voi, a servizio delle energie migliori che animano le persone e le comunità di cui l’Angola è un mosaico coloratissimo.
Papa Leone XIV
18 aprile 2026
Viaggio apostolico in Angola
La Chiesa non abbandona il suo popolo
Negli anni più duri della guerra, la Chiesa è sempre rimasta accanto alla popolazione e oggi si assume due grandi compiti: favorire la riconciliazione e contribuire alla ricostruzione del tessuto sociale.
Questo ruolo è stato ricordato anche da papa Leone XIV durante il suo viaggio apostolico in Angola, effettuato nell’aprile 2026. Papa Leone XIV ha indicato nella promozione umana, nella riconciliazione e nella pace alcune delle grandi responsabilità della Chiesa nel Paese. Dopo una storia segnata dalla lunga guerra civile e dalle sue profonde ferite sociali, la comunità cristiana è chiamata a restare accanto al popolo, soprattutto ai più fragili, contribuendo concretamente alla costruzione di una società più giusta. Il Papa ha ricordato con gratitudine l’impegno di religiosi, sacerdoti, catechisti e operatori pastorali, capaci di unire l’annuncio del Vangelo alla carità verso i poveri e al servizio delle comunità.
Chiamata a essere sempre più al servizio del Vangelo, della promozione umana, della riconciliazione e della pace, la Chiesa risponde attraverso la costruzione di ospedali, presidi sanitari, scuole, orfanotrofi e offrendo numerose opere sociali. In questo modo la Chiesa supplisce spesso alla carenza dei servizi pubblici e riesce a raggiungere le persone e le comunità più fragili, promuovendo uno sviluppo umano che non lasci indietro nessuno, mentre continua a ricucire le ferite lasciate dalla guerra.
I Frati Minori portano avanti la loro missione nello spirito di questa Chiesa viva. Oggi la Custodia dell’Immacolata Madre di Dio dell’Angola, nata dalla missione dei frati brasiliani nel 1990 e dipendente dalla Provincia dell’Immacolata Concezione del Brasile, conta oltre 90 frati angolani. La missione è svolta in 7 fraternità distribuite in 3 province angolane e 5 città. Oltre agli angolani, 3 frati brasiliani continuano a collaborare alla missione, portando avanti una tradizione di fraternità ormai trentennale (leggi la storia della presenza dei frati minori in Angola).



