Emergenza terremoto in Colombia

12 Ago 2026

Le suore di Montenegro, nel dipartimento di Quindío, avevano già preparato gli addobbi per la festa di Santa Chiara quando lunedì 10 agosto un terremoto di mangnitudo 7,4 ha fatto tremare per quattro interminabili minuti una vasta area centro occidentale della Colombia. I dati, inevitabilmente provvisori, parlano già di centinaia di vittime, migliaia di dispersi e danni incalcolabili in numerose città.

I frati delle province OFM di San Pablo Apóstol e di Santa Fé hanno comunicato al Ministro generale f. Massimo Fusarelli di essere illesi, ma di annoverare ingenti danni alle strutture che abitano e in cui portano avanti le proprie attività pastorali. In questo scenario, i frati e le suore in Colombia hanno continuato a prestare assistenza alle loro comunità, a chi ha perso una casa o i propri cari, a chi oggi poteva contare a malapena su poca acqua potabile.

Nel lungo elenco dei danni segnalato dai frati, spicca proprio il monastero di Santa Chiara a Montenegro, dichiarato inagibile a causa dei numerosi crolli subiti. Le sorelle hanno trascorso la notte all’aperto, hanno cucinato in strada per tutti e sono riuscite a raccogliere poche bottiglie d’acqua. Alla vigilia della festa della loro Madre hanno celebrato ugualmente il Transito di Chiara e una di loro ha lasciato un messaggio che non può lasciare indifferenti: «Non abbiamo acqua, né latte, né uova. Dio provvederà».

Di fronte a tutto questo, possiamo essere la mano tesa che solleva un popolo dalla paura e dalla miseria. Aiutiamo i frati e le comunità colombiane a fronteggiare questa emergenza.

 

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